I Bentivoglio

Giovanni II Bentivoglio
Giovanni II Bentivoglio

Il nome “Bentivoglio” ha origini antichissime e proviene da una famiglia feudale insediatasi a Bologna già nel XIV secolo.
Attorno alla metà del 1400 e gli inizi del 1500 i Bentivoglio, con a capo Giovanni II, prendono possesso della città e per circa 40 anni ne diventano i “Signori”.

Giovanni II Bentivoglio viene nominato primo cittadino di Bologna nel 1464.
In quel periodo la città emiliana conosce un nuovo prestigio, grazie al collegamento diplomatico con vari stati italiani e sbocciando nel rinascimento.
Bologna si trasforma architettonicamente attraverso la costruzione di importanti e prestigiosi edifici.
È durante quegli anni che Giovanni II porta a termine il “Palazzo Bentivoglio”, iniziato dal suo predecessore, condottiero Annibale I Bentivoglio.

Questo palazzo viene successivamente distrutto dalla furia popolare nel 1507 per ordine dei nemici dei Bentivoglio.
Attorno a quegli anni il capoluogo emiliano viene annesso allo Stato Pontificio, costringendo la famiglia dei Bentivoglio a ritirarsi nella città di Ferrara e precisamente nell’attuale “Palazzo Bentivoglio” situato nella centrale Via Garibaldi.

Il palazzo costruito nel 1450 dal duca Borso d’Este viene ristrutturato per volontà del marchese Cornelio Bentivoglio, facendone la dimora della nobile famiglia.
Nel 1551, Costanzo Bentivoglio, discendente di un ramo collaterale della famiglia, decide di costruire un altro imponente edificio, attualmente sito in Via Belle Arti a Bologna.

Palazzo Bentivoglio – Bologna, Piazza Verdi
Palazzo Bentivoglio – Bologna, Piazza Verdi
Palazzo Bentivoglio – Ferrara, Via Garibaldi
Palazzo Bentivoglio – Ferrara, Via Garibaldi
Palazzo Bentivoglio – Bologna, Via Belle Arti
Palazzo Bentivoglio – Bologna, Via Belle Arti

Il marchese Enzo Bentivoglio

Nel 1575 nasce a Ferrara Enzo Bentivoglio, figlio di Cornelio ed Isabella Bendidio.
Fin da piccolo egli riceve un’educazione in arte, lettere ed esercizi cavallereschi.
Enzo, insieme ai fratelli Guido e Giovanni, rimane a Ferrara e mantiene buoni rapporti con gli Estensi, ricoprendo posizioni di rilievo per la città: da consigliere cittadino a promotore della “Accademia degli Intrepidi”.
Nel 1608 il nobile Enzo diviene ambasciatore a Roma per la comunità ferrarese.
Nello stesso anno si offre di bonificare le valli e i terreni ferraresi tra il fiume Po ed il Tartaro, fino ai confini con i territori veronesi e mantovani, continuando la tradizione delle grandi opere di bonifica iniziate dal padre Cornelio.
L’opera dura decenni e risulta molto dispendiosa.
Negli anni a seguire Enzo diviene marchese di Gualtieri, succedendo al fratellastro Ippolito. Nella cittadina emiliana, Ippolito inizia la costruzione
dell’imponente “Palazzo Bentivoglio”, portato a termine dal neo-marchese Enzo.

Palazzo Bentivoglio – GUALTIERI (RE)
Palazzo Bentivoglio – GUALTIERI (RE)
Chiesa di San Maurelio - Corso Biagio Rossetti, Ferrara
Chiesa di San Maurelio - Corso Biagio Rossetti, Ferrara

Nel 1634 Enzo Bentivoglio lascia il marchesato di Gualtieri e diviene marchese di Scandiano. Anche in questi luoghi, si dedica al restauro di alcuni nobili edifici.
Muore a Roma nel 1639 ma viene sepolto a Ferrara nella chiesa di San Maurelio fatta erigere da lui stesso assieme all’adiacente convento dei frati Cappuccini.

La “Bonifica Bentivoglio” e lo sviluppo di Castelmassa

Nei primi anni del 1600 il marchese Enzo chiede al Papa di poter bonificare un vasto territorio di all’incirca 20’000 ettari, ivi compreso quello dell’allora piccolo borgo di Massa Superiore. L’opera consisteva nel prosciugamento delle paludi dall’acqua, da scolarsi, in vari canali o cavi, nel fiume Po; uno di questi canali, si trova tuttora a san Pietro Polesine ed è il “cavo Bentivoglio”.

La bonificazione dei terreni viene autorizzata il 27 febbraio del 1609 da Papa Paolo V, al marchese Enzo Bentivoglio ed al conte Alessandro Nappi, unitosi nell’imponente impresa e i lavori vengono affidati all’architetto Giovanni Battista Aleotti.

Carta delle bonifiche polesane – 1753
Carta delle bonifiche polesane – 1753
Carta delle Ripartizioni Fondiarie – Sec. XVII – Archivio Parmeggiani
Carta delle Ripartizioni Fondiarie – Sec. XVII – Archivio Parmeggiani
1609 – Dichiarazione di fondazione della Società per i lavori di bonifica tra Bentivoglio e Nappi Da: Archivio Storico della fam. Bentivoglio – Archivio di Stato di Ferrara
1609 – Dichiarazione di fondazione della Società per i lavori di bonifica tra Bentivoglio e Nappi Da: Archivio Storico della fam. Bentivoglio – Archivio di Stato di Ferrara
1609 – Editto Card. Spinola di Ferrara – Cessione licenza per lavori di bonifica Da: Archivio Storico della fam. Bentivoglio – Archivio di Stato di Ferrara
1609 – Editto Card. Spinola di Ferrara – Cessione licenza per lavori di bonifica Da: Archivio Storico della fam. Bentivoglio – Archivio di Stato di Ferrara

Non potendo finanziare con i propri mezzi, il Bentivoglio ed il Nappi, istituiscono su concessione del Papa, dei “monti”, una sorta di azioni per iniziare e per completare i lavori di bonificazione.

A questa bonifica agraria segue la costruzione di numerosi edifici: corti coloniche, magazzini (granaroni), chiese, ville e casini dominicali.
I lavori procedono alacremente, la terra comincia a fruttare derivandone un forte incremento demografico per i due secoli successivi, in particolar modo il piccolo borgo di Massa che conta, all’ inizio del 1600, 400 anime arriva nel tempo a 4000 abitanti.
Durante i lavori i preventivi vengono sforati per il raddoppio delle spese e il Bentivoglio si trova debitore di moltissime somme ai numerosi banchi o “monti” di Roma.
La bonifica dopo numerose complessità viene ultimata verso la fine del 1600. Il Bentivoglio a differenza del conte Nappi si trova ancora debitore di ingenti somme di denaro e pertanto si vede costretto ad ipotecare molte proprietà. In particolar modo i beni situati nelle tenute di Massa, Zelo e Stienta (terreni ed immobili) vengono dati in enfiteusi (una sorta di usufrutto) ai montisti (azionisti finanziatori), del “monte Bentivoglio”. (Vedi pannello n. 1)

Stampa dedicata ai Montisti Bentivoglio dal libro storico del Catasto
Stampa dedicata ai Montisti Bentivoglio dal libro storico del Catasto

Nel 1766 i difensori del “monte Bentivoglio” ottengono una sentenza dalla Camera Apostolica, in forza della quale i “montisti” vengono riconosciuti liberi proprietari dei beni ipotecati diventando di fatto “condomini proprietari”.
Da qui la derivazione del palazzo chiamato anche “Condominio Bentivoglio”.
A testimonianza di questo appellativo vi è il bassorilievo in legno all’interno del palazzo con le iniziali “CB” appunto Condominio Bentivoglio.

Bassorilievo in legno all’interno dell’ attuale palazzo
Bassorilievo in legno all’interno dell’ attuale palazzo

La costruzione del Palazzo

Dopo innumerevoli ricerche non si trovano purtroppo documenti relativi alla data di costruzione del “Casino dominicale dei Bentivoglio” che ha originato l’attuale palazzo.
Si può ipotizzare che la costruzione di suddetto edificio si collochi tra il 1609, anno di inizio della bonifica “Bentivoglio” ed il 1638 anno di costituzione del “Monte Bentivoglio” in cui si accenna alle tenute di Massa.
La presenza dell’immobile dei Bentivoglio è altresì confermata dal documento del Ducato di Ferrara datato 27 luglio 1694. (Vedi pannello n. 2)

L’antico disegno rappresenta la piazza di Massa Superiore (attuale Piazza Libertà) e, osservandolo attentamente, si possono notare il “casino” ovvero la residenza signorile dei nobili bolognesi con un piano in meno rispetto all’attuale palazzo ed un edificio più imponente di proprietà del conte Nappi (socio in affari del marchese Enzo nell’opera di bonifica).

Particolare del disegno con Palazzi Bentivoglio e Nappi - 1694
Particolare del disegno con Palazzi Bentivoglio e Nappi - 1694
Disegno di Piazza Libertà – 1694
Disegno di Piazza Libertà – 1694

Nel corso degli anni l’immobile si unisce alle altre costruzioni, formando la suggestiva Piazza Libertà di Castelmassa. (Vedi pannello n. 3)

Nella prima metà dell’Ottocento l’antica dimora Bentivoglio cambia notevolmente il suo aspetto. Nel luglio del 1835 viene stilato un progetto di sistemazione ed innalzamento del casino dominicale di Massa Superiore da un’idea dell’illustrissimo dott. Lucio Barbani di Bologna, il prospetto viene presentato alla proprietà dell’eccelso “condominio del monte Bentivoglio” di Roma. (Vedi pannello n. 4 – 5 – 6)

Progetto di sistemazione ed innalzamento del casino dominicale di Massa Superiore 1835
Progetto di sistemazione ed innalzamento del casino dominicale di Massa Superiore 1835
Pianta di Piazza Libertà con Palazzo Bentivoglio – inizio 1800
Pianta di Piazza Libertà con Palazzo Bentivoglio – inizio 1800

I lavori di ristrutturazione durano probabilmente una ventina di anni e l’importante restauro viene ultimato nell’anno 1858. Tale data è confermata dalla foto rilevata in un pianerottolo della scala principale prima degli ultimi lavori di ristrutturazione.

Data lavori sul pianerottolo della scala principale
Data lavori sul pianerottolo della scala principale

L’importante restauro avvenuto in quegli anni trasforma l’edificio architettonicamente con l’aggiunta di un intero piano. Il palazzo diventa il più imponente nella piazza principale del paese.
La struttura del palazzo rimane inalterata anche dopo la seconda grande ristrutturazione iniziata dalla famiglia Cazzola nel 1994.
Il “Condominio Bentivoglio” dopo l’importante ristrutturazione del 1858, acquista ben due distinti significati. Il primo in qualità di immobile di comproprietà dei condomini ed il secondo inteso in senso più comune, come un insieme di alloggi abitativi.
Il palazzo è strutturato da un insieme di fabbricati che dalla piazza Libertà si sviluppa nel suo interno fino ad arrivare alla via Pasi. Esso infatti ha l’entrata in ognuna delle strade prima elencate.
L’edificio signorile principale si sviluppa su tre piani e vede nel corso degli anni, un susseguirsi di inquilini (privati e uffici pubblici) e condomini, così come per i fabbricati della corte interna, dall’aspetto più rurale, abitati prevalentemente da nuclei familiari.

Restauro del 1994

Col passare degli anni il “Condominio Bentivoglio” inizia a vendere parti delle sue proprietà ed intorno agli anni ‘80 il palazzo viene acquistato da una famiglia ferrarese, in quel periodo non viene eseguita alcuna manutenzione e gli alloggi della corte, sfitti da tempo, assumono uno stato di abbandono. Agli inizi degli anni 90 l’intera proprietà viene acquistata da una società per conto della famiglia Cazzola.
Nell’anno 1994 inizia il secondo restauro. La progettazione di ristrutturazione viene affidata all’architetto Andrea Zecchini di Bologna vedi progetto (ma anche nel grande restauro del 1858 il progettista era di Bologna). (Vedi pannello n. 7)

Progetto Facciata Ristrutturazione 1994
Progetto Facciata Ristrutturazione 1994

I lavori hanno una durata di 5 anni, dei quali 3 per la struttura principale che affaccia su Piazza della Libertà, e altri 2 anni per gli edifici della corte interna e relativi giardini. Si possono vedere alcune immagini significative del prima , durante e dopo i lavori sul Palazzo Bentivoglio nello schermo situato nella sala mostra .

Palazzo Bentivoglio – Castelmassa - Oggi
Palazzo Bentivoglio – Castelmassa - Oggi